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Circolari

DEPOSITI FISCALI AI FINI IVA

28 dicembre 2016

L’art.50-bis del DL 331/1993 ha subito alcune modifiche che di seguito si riportano.

Il cuore dell’argomento è contenuto nel comma 4 che riepiloga i casi dei beni che godono dell’esenzione provvisoria dall’IVA se introdotti in un deposito fiscale ai fini IVA (inteso come un luogo fisico ove possono essere depositate merci in attesa di una successiva operazione). Premesso che possono essere introdotti in un deposito IVA qualunque tipologia di bene da parte di operatori nazionali, UE ed extraUE, le novità introdotte con il DL 193/2016 modificano appunto la disciplina IVA delle estrazioni delle merci dai suddetti depositi. Ai fini IVA estrarre un bene da un deposito significa poterlo utilizzare o commercializzare nel territorio dello Stato: l’estrazione da un deposito può essere eseguita solo da un soggetto passivo di imposta, il quale dovrà porre attenzione al corretto adempimento degli obblighi IVA, come segue.

Se viene estratto un bene introdotto nel deposito ai sensi del co. 4, lettera b) dell’art.50-bis, l’imposta sarà assolta dal soggetto che ha estratto la merce, ai sensi dell’art. 17, co.2 del DPR 633/1972 (cioè emettendo e registrando una autofattura nel solo registro degli acquisti nei termini di legge e previa prestazione di idonea garanzia stabilita da un Decreto Ministeriale. In attesa della emanazione del Decreto Ministeriale l’imposta sarà assolta dal gestore del deposito che la dovrà versare in nome e per conto del soggetto che procede all’estrazione). Qualora invece vengano estratti beni introdotti a seguito di un acquisto intracomunitario, l’imposta sarà assolta dal soggetto che ha estratto la merce, ai sensi dell’art.46 e 47 del DL 331/1993 (cioè integrando e registrando la fattura ai sensi di legge).

Negli altri casi previsti dal co.4 dell’art.50-bis l’imposta sui beni estratti è versata dal gestore del deposito fiscale in nome e per conto del soggetto che ha estratto la merce. La merce potrà essere estratta senza assolvere l’obbligo di imposta, presentando la dichiarazione di intento all’Agenzia delle Entrate, avendone i requisiti di legge.

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